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Grafico freelance o dipendente? Questo è il dilemma

Chi ha in mente di intraprendere la carriera di graphic designer ha a disposizione una vasta gamma di sbocchi professionali sia nel caso in cui voglia lavorare come dipendente sia nel caso in cui intenda optare per una vita da grafico freelance.

La preparazione di base è il punto di partenza per poter ottenere soddisfazioni importanti sia a livello personale che dal punto di vista economico, fermo restando che poi sul campo si può maturare una lunga esperienza che si rivela utile sul lavoro. Una volta ottenute le competenze richieste e dopo aver seguito un percorso di formazione adeguato, occorre solo decidere se farsi assumere da un’azienda o provare a essere freelance.

Un dilemma da risolvere

È un quesito che prima o poi tutti i grafici si devono porre, e vale la pena di mettere in evidenza che non esiste una risposta valida per tutti e universale. Occorre, invece, tenere conto dei pro e dei contro di tutte e due le proposte, per poi capire quale sia la migliore in base alle proprie aspettative e alle proprie attitudini. Di certo, per un freelance c’è una quota di libertà maggiore: e libertà è spesso sinonimo di creatività, che in genere è la prerogativa tipica di un grafico, che si ritrova a soddisfare il proprio desiderio di cambiamento proprio con una strada da freelance.

 In questo caso, infatti, ogni giorno si ha a che fare con una sfida nuova. Ecco perché può valer la pena di aprire uno studio di graphic design tutto per sé, anche per avere a che fare con una grande varietà di progetti, sempre diversi gli uni dagli altri, grazie alla collaborazione con stampatori, con agenzie di comunicazione, con artisti, con editori, con attività commerciali e con aziende di diversi settori. Una vera e propria avventura grazie a cui i grafici freelance hanno l’opportunità di incontrare nuovi stimoli ogni giorno.

Che cosa fa un grafico

Ma in che cosa consiste il lavoro di un grafico di preciso? I settori sono vari, sia in ambito analogico che in ambito digitale, con la creazione – fra l’altro – di packaging, di loghi, di marchi, di manifesti, di locandine, di brochure, di grafiche per siti web e di flyer, ma anche di materiali di comunicazione brandizzati, di cataloghi di prodotti, di campagne pubblicitarie online e di grafiche per riviste e libri.

Nella maggior parte dei casi chi svolge un lavoro di questo tipo non necessita neppure di un ufficio, in quanto può trasformare una stanza della propria abitazione in uno studio o nel proprio luogo di lavoro. In effetti gli strumenti di lavoro richiesti non occupano troppo spazio e sono pochi.

Che cosa serve per diventare freelance

Per avere successo in qualità di grafico freelance c’è bisogno di una buona dose di abilità dal punto di vista creativo e tecnico. Al tempo stesso, però, servono doti comunicative, perché è anche grazie ad esse che diventa facile trovare clienti nuovi. Queste caratteristiche sono utili sia per lavorare da soli che per operare in team.

Inoltre, è fondamentale dimostrarsi precisi e flessibili, perché un freelance di solito si ritrova a gestire diversi progetti nello stesso momento, rispettando le scadenze e gli obiettivi. Il profilo di un bravo grafico viene completato, poi, da una spiccata predisposizione rispetto al problem solving, a maggior ragione se essa è supportata da quello spirito critico che aiuta a far carriera da soli.

Buone ragioni per diventare dipendenti

Il primo motivo per cui si può prendere in considerazione l’idea di diventare dipendenti è rappresentato dalla vasta gamma di opzioni dal punto di vista degli sbocchi professionali a disposizione.

Un aspirante grafico, infatti, ha la possibilità di mandare il proprio curriculum a case editrici che si occupano di pubblicazioni multimediali, di riviste o di libri, ma anche a web agency che si occupano della promozione digitale di servizi, di prodotti e di marchi, senza dimenticare le agenzie di marketing e di comunicazione e le imprese che creano soluzioni e packaging per l’esposizione di prodotti.

È chiaro che essere dipendenti garantisce una maggiore stabilità, se non altro per la certezza di ricevere lo stipendio ogni mese, con ferie pagate e possibilità di andare in malattia, tredicesima e quattordicesima: tutti benefit di cui non può godere un freelance, che si ritrova a contare solo su sé stesso.

Le prospettive di carriera

Anche in un’azienda, inoltre, ci possono essere opportunità concrete di carriera, specialmente se si è alle dipendenze di imprese molto famose e marchi di prestigio. In più non ci si deve preoccupare di trovare i clienti, in quanto questo è un compito che spetta ai commerciali; quindi si può pensare solo al proprio lavoro, senza distrazioni o altre mansioni impegnative che rischiano di rendere le giornate fin troppo piene di incarichi e attività a cui badare.

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