Adriano Grossi Grafico Freelance e Consulente Digitale

SEO - Web Design

27 Agosto 2024

Come Sfruttare al Meglio Google Search Console per il Tuo Sito Web

Google search console

Google Search Console non serve semplicemente a vedere quante visite arrivano da Google.

Serve soprattutto a capire come Google sta leggendo il tuo sito: per quali ricerche compaiono le pagine, quali contenuti stanno guadagnando visibilità, quali URL vengono indicizzate e dove esistono problemi che meritano attenzione.

La differenza è importante.

Guardare Search Console come una dashboard piena di numeri porta facilmente a controllare click, impressioni e posizione media senza sapere cosa farne.

Usarla bene significa invece trasformare quei dati in domande concrete: quali articoli vale la pena aggiornare? Quali pagine Google sta iniziando a comprendere? Perché un contenuto riceve molte impressioni ma pochi click? Quali pagine importanti non sono indicizzate? Due articoli stanno rispondendo alla stessa ricerca?

È qui che Google Search Console diventa davvero utile.

Non perché decide la strategia al posto tuo, ma perché ti permette di osservare cosa sta succedendo e prendere decisioni con più consapevolezza.

Cosa ti dice davvero Google Search Console

Google Search Console mette in relazione due mondi che spesso vengono osservati separatamente.

Da una parte c’è il sito: pagine, articoli, struttura, link interni e contenuti.

Dall’altra c’è Google: scansione, indicizzazione, query, impressioni e risultati di ricerca.

Search Console permette di vedere alcuni dei punti in cui questi due mondi si incontrano.

Puoi capire per quali query viene visualizzato un contenuto, quante volte compare nei risultati, quanti click riceve e quale posizione media occupa.

Puoi anche verificare se Google conosce una determinata pagina, quale URL considera canonica, se esistono problemi di indicizzazione e se alcune aree tecniche del sito richiedono attenzione.

Quello che Search Console non fa è dirti automaticamente cosa dovresti fare.

Il dato ha bisogno di interpretazione.

Non è una pagella SEO

Uno degli errori più comuni è trattare Search Console come un sistema che assegna un voto al sito.

Non funziona così.

Una pagina non è necessariamente sbagliata perché riceve pochi click. Un URL non indicizzato non rappresenta automaticamente un problema. Una posizione media che scende non significa sempre che la pagina abbia perso valore.

Ogni dato deve essere letto nel suo contesto.

Un articolo molto specifico può ricevere poche impressioni ma generare visite estremamente pertinenti. Una pagina esclusa dall’indice può essere un duplicato che Google ha correttamente deciso di non indicizzare. Una posizione media può variare perché il sito sta iniziando a comparire per nuove query.

L’obiettivo non è avere tutti gli indicatori “verdi”.

È capire se le pagine importanti stanno svolgendo la funzione per cui sono state progettate.

Un criterio utile

Non guardare tutti i numeri: cerca quelli che possono cambiare una decisione

Search Console diventa utile quando un dato porta a un’azione: aggiornare un contenuto, correggere un problema, migliorare un title, rafforzare un collegamento interno o capire se due pagine stanno sovrapponendo il proprio intento.

Il dato da solo descrive. La strategia decide cosa farne.

Come leggere il report Prestazioni

Il report delle prestazioni è probabilmente la parte di Google Search Console che consulterai più spesso.

Le quattro metriche principali sono click, impressioni, CTR e posizione media.

Ognuna racconta qualcosa di diverso.

Click

I click indicano quante volte una persona ha cliccato su un risultato che conduce al tuo sito.

È una metrica immediata, ma va sempre confrontata con il contesto.

Un aumento dei click può derivare da un miglioramento del posizionamento, da una maggiore domanda per un argomento, da un title più efficace o semplicemente da una crescita delle impressioni.

Per questo non basta osservare il numero isolato.

Impressioni

Le impressioni indicano quante volte un risultato del tuo sito è stato mostrato nella ricerca secondo i criteri utilizzati da Google Search Console.

Sono particolarmente interessanti perché possono mostrare segnali di crescita prima ancora che arrivino molti click.

Un articolo che passa da poche decine a centinaia di impressioni può indicare che Google sta iniziando ad associarlo a un numero maggiore di ricerche.

È in questi casi che vale la pena osservare più attentamente le query.

CTR

Il CTR rappresenta il rapporto tra click e impressioni.

Un CTR basso non significa automaticamente che title e meta description siano sbagliati.

Dipende anche dalla posizione, dal tipo di ricerca, dalla presenza di altri elementi nella SERP e dall’intento dell’utente.

Ma quando una pagina riceve molte impressioni, occupa posizioni interessanti e continua ad avere pochi click, può essere utile controllare come viene presentata nei risultati.

In quel caso title, promessa e corrispondenza con l’intento diventano buoni punti da analizzare.

Posizione media

La posizione media è una delle metriche che rischia maggiormente di essere interpretata male.

Non racconta una posizione fissa.

Una stessa pagina può comparire per molte query differenti, in posizioni differenti, su dispositivi e contesti differenti.

Per questo è spesso più utile osservare la posizione filtrando una pagina e una determinata famiglia di query, invece di giudicare l’intero sito attraverso un singolo numero medio.

Le query sono spesso più interessanti delle keyword che avevi scelto

Una delle informazioni più utili di Search Console è vedere per cosa Google sta già mostrando una pagina.

La differenza rispetto alla classica ricerca di parole chiave è sostanziale.

Non stai osservando soltanto ciò che teoricamente potrebbe essere cercato.

Stai osservando le ricerche alle quali Google ha già iniziato ad associare il tuo contenuto.

Questo può aiutarti a capire se l’intento dell’articolo è chiaro, se esistono argomenti secondari da sviluppare e se il contenuto sta intercettando ricerche che non avevi inizialmente previsto.

Molte impressioni e posizione 8–30

Questa è una delle situazioni che guarderei con maggiore interesse.

Significa che Google conosce la pagina, la considera sufficientemente pertinente da mostrarla, ma non la sta ancora posizionando stabilmente tra i primi risultati.

Non significa automaticamente che devi riscrivere tutto.

Prima controllerei:

  • se il contenuto risponde davvero all’intento della query;
  • se manca una sezione importante;
  • se il titolo è ancora coerente;
  • se esistono contenuti più forti che potrebbero collegarlo internamente;
  • se l’articolo è vecchio rispetto a ciò che oggi viene cercato;
  • se un’altra pagina del sito sta competendo sullo stesso tema.

In molti casi un aggiornamento mirato può essere più utile di una riscrittura totale.

Indicizzazione: non tutte le pagine devono essere dentro Google

Questa è una distinzione importante.

Nel report dedicato all’indicizzazione delle pagine puoi vedere quali URL Google ha indicizzato e quali invece non sono presenti nell’indice, insieme alle motivazioni individuate.

Ma l’obiettivo non dovrebbe essere portare il 100% delle URL nell’indice.

Alcune pagine possono essere escluse correttamente: duplicati, redirect, pagine con direttiva noindex, URL tecniche o versioni alternative di uno stesso contenuto.

La domanda giusta è quindi:

le pagine che considero strategicamente importanti sono indicizzate?

“Scansionata, ma attualmente non indicizzata”

Quando Google ha già scansionato una pagina ma non la sta indicizzando, vale la pena capire che tipo di contenuto hai davanti.

Se è un articolo vecchio, debole, molto generico o sovrapposto ad altri contenuti, la mancata indicizzazione può diventare un segnale utile per una revisione.

Ma non bisogna partire dalla conclusione che Google voglia semplicemente “più testo”.

La pagina potrebbe avere bisogno di una direzione più chiara, di maggiore originalità, di un intento meno sovrapposto, di collegamenti interni migliori oppure potrebbe non meritare più una pagina autonoma.

“Rilevata, ma attualmente non indicizzata”

In questo caso Google conosce l’URL ma non l’ha ancora necessariamente elaborata come una pagina da indicizzare.

Su siti con molti contenuti può essere utile osservare se la pagina è ben collegata internamente, se compare nella sitemap e se appartiene realmente a una parte importante dell’architettura del sito.

Anche qui, però, richiedere continuamente l’indicizzazione non sostituisce il lavoro sul contenuto e sulla struttura.

Non indicizzato non significa automaticamente “da riscrivere”

Prima di intervenire bisogna capire la causa.

Se la pagina è duplicata, potrebbe servire una canonical o una razionalizzazione.

Se un vecchio articolo è ormai superato da uno migliore, può avere più senso consolidare i contenuti.

Se invece l’argomento è ancora strategico e il testo appartiene a una fase precedente del sito, allora una riscrittura profonda può essere la scelta corretta.

Controllo URL: quando vuoi capire una singola pagina

Il report generale sull’indicizzazione serve a osservare il sito nel suo insieme.

Quando invece vuoi capire cosa sta succedendo a una pagina specifica, lo strumento più utile è Controllo URL.

Puoi verificare se Google conosce la pagina, se è indicizzata, quale canonical è stata rilevata e ottenere informazioni sull’ultima versione conosciuta da Google.

Puoi anche eseguire un controllo sulla pagina pubblicata per verificare se Google riesce ad accedervi.

Quando usarlo

Lo userei soprattutto dopo una modifica importante.

Per esempio dopo aver riscritto completamente un articolo, corretto una canonical, rimosso un noindex involontario, modificato una pagina che non veniva indicizzata oppure pubblicato un contenuto strategico nuovo.

Puoi richiedere una nuova indicizzazione, ma è importante ricordare che la richiesta non garantisce né l’indicizzazione né un miglior posizionamento.

Comunica semplicemente a Google che quella URL merita una nuova scansione.

Come usare Search Console per decidere quali articoli aggiornare

Qui Search Console diventa particolarmente interessante per un blog con molti anni di pubblicazioni.

Invece di aggiornare gli articoli seguendo soltanto la data, puoi incrociare qualità editoriale e comportamento nella ricerca.

Si creano così gruppi molto più utili.

Articoli vecchi non indicizzati ma strategicamente importanti

Sono tra i primi candidati che valuterei per una riscrittura.

Se l’argomento è ancora coerente con ciò che fai, sostiene una pagina servizio e il vecchio testo ha una struttura debole o datata, vale la pena chiedersi se possa diventare una risorsa realmente utile.

La riscrittura non dovrebbe però cercare semplicemente di “convincere Google”.

Dovrebbe migliorare il contenuto per una persona reale: posizione più chiara, struttura migliore, esempi pertinenti, collegamenti interni sensati e un rapporto più naturale con il servizio.

Articoli indicizzati con impressioni ma pochi click

Questi non li cancellerei né li riscriverei automaticamente.

Google li sta già mostrando.

Controllerei query, posizione e title per capire se esiste una distanza tra ciò che l’utente cerca e ciò che il risultato promette.

A volte bastano un titolo più preciso, una nuova apertura o alcune sezioni aggiuntive.

Articoli in seconda o terza pagina

Quando un contenuto appare regolarmente tra circa la prima e la terza pagina dei risultati per query pertinenti, può rappresentare un’opportunità interessante.

Google ha già stabilito una relazione tra quel contenuto e quella ricerca.

Prima di creare un nuovo articolo sullo stesso tema, conviene spesso capire se quello esistente può essere rafforzato.

Due URL che emergono per ricerche molto simili

Questo può essere un segnale di sovrapposizione.

Non sempre è vera cannibalizzazione: due pagine possono legittimamente rispondere a intenti differenti usando termini simili.

Ma se entrambe cercano di rispondere alla stessa domanda, può essere utile distinguere meglio gli intenti oppure consolidare i contenuti.

Search Console e linking interno

Il linking interno non serve soltanto a distribuire collegamenti tra le pagine.

Aiuta a costruire una gerarchia.

Un articolo informativo può approfondire un problema e accompagnare verso un altro contenuto più specifico o verso una pagina servizio pertinente.

Google Search Console contiene anche un report sui link che permette di osservare, tra le altre cose, alcune delle pagine maggiormente collegate internamente e i backlink rilevati verso il sito.

Non va però interpretato come un inventario completo di ogni collegamento esistente.

È più utile come indicazione generale della struttura che Google sta osservando.

Se un contenuto strategico è praticamente isolato, il problema non è semplicemente “aggiungere link”.

Bisogna capire in quale parte dell’architettura dovrebbe vivere e quali contenuti hanno realmente motivo di rimandare a quella pagina.

Core Web Vitals: prestazioni reali, non un voto estetico

Search Console dispone di un report dedicato ai Core Web Vitals, basato sui dati reali di utilizzo disponibili per le pagine.

Le tre metriche attuali sono:

  • LCP — Largest Contentful Paint, legato alla velocità con cui viene visualizzato il contenuto principale;
  • INP — Interaction to Next Paint, legato alla reattività della pagina alle interazioni;
  • CLS — Cumulative Layout Shift, legato alla stabilità visiva del layout.

Il vecchio FID non è più la metrica utilizzata nei Core Web Vitals ed è stato sostituito da INP.

È importante anche capire che il report di Search Console non funziona come un test istantaneo della singola pagina.

Serve soprattutto a individuare gruppi di URL che presentano esperienze da migliorare sulla base dei dati disponibili.

Velocità e design non sono due argomenti separati

Un’interfaccia può essere visivamente molto curata ma diventare frustrante se immagini, video e animazioni rendono la navigazione pesante.

Allo stesso tempo, ottimizzare ossessivamente una metrica sacrificando gerarchia, contenuti e identità non produce automaticamente un buon sito.

Le performance vanno inserite dentro l’esperienza complessiva.

Se vuoi approfondire questo rapporto puoi leggere anche come migliorare le prestazioni di un sito web.

Sitemap: aiutare Google a trovare le pagine importanti

La sitemap XML indica ai motori di ricerca quali URL del sito vuoi rendere facilmente individuabili.

In Search Console puoi inviare una sitemap e verificare se Google riesce a leggerla correttamente o se sono presenti errori.

Una sitemap, però, non obbliga Google a indicizzare tutte le URL presenti.

È uno strumento di scoperta, non una garanzia di indicizzazione.

Per questo inserire un articolo nella sitemap e richiederne l’indicizzazione non risolve automaticamente un problema di qualità o sovrapposizione.

Sicurezza e azioni manuali

Search Console è utile anche per problemi che vanno oltre il normale monitoraggio SEO.

Nel report dedicato alla sicurezza Google può segnalare, ad esempio, contenuti compromessi, malware o comportamenti potenzialmente dannosi per chi visita il sito.

Esiste inoltre un report separato per eventuali azioni manuali applicate quando Google rileva violazioni delle proprie norme antispam.

Sono sezioni che normalmente non richiedono un controllo quotidiano: se emerge un problema importante, Search Console tende a renderlo evidente nella proprietà e attraverso le proprie notifiche.

E l’usabilità mobile?

Qui è importante aggiornare una convinzione rimasta da versioni precedenti di Search Console.

Il vecchio report specifico sull’usabilità mobile non è più presente.

Questo non significa che l’esperienza da smartphone sia diventata irrilevante.

Significa semplicemente che non va più cercata in quel vecchio report.

La qualità mobile deve essere verificata direttamente nel progetto: layout responsive, leggibilità, navigazione, dimensione degli elementi interattivi, velocità e comportamento dell’interfaccia sui dispositivi reali.

È un buon esempio del motivo per cui Search Console non dovrebbe essere utilizzata come checklist completa della qualità di un sito.

Quanto spesso controllare Google Search Console?

Non serve aprirla continuamente.

Per molti siti è più utile costruire un ritmo di analisi.

Controllare l’andamento su periodi sufficientemente ampi permette di distinguere una tendenza da una semplice oscillazione giornaliera.

Farei eccezione quando hai appena pubblicato o modificato pagine strategiche, quando noti una perdita improvvisa di visibilità o quando Search Console segnala un problema tecnico.

Il rischio del controllo quotidiano è reagire a variazioni troppo piccole e modificare contenuti che non avevano bisogno di essere toccati.

Gli errori più comuni quando si usa Search Console

Il primo è voler indicizzare tutto.

Non tutte le URL devono necessariamente comparire su Google.

Il secondo è giudicare un contenuto soltanto dal numero di click.

Il terzo è prendere la posizione media come una classifica assoluta.

Il quarto è chiedere continuamente nuove indicizzazioni senza intervenire sul motivo per cui una pagina non viene considerata abbastanza utile.

Il quinto è riscrivere articoli che stanno già crescendo senza prima analizzare query, impressioni e andamento.

Il sesto è creare nuovi contenuti prima di verificare se esiste già una pagina che Google associa alla stessa ricerca.

Il settimo è concentrarsi solo sugli aspetti tecnici e dimenticare che Search Console osserva un sito che, prima di tutto, deve essere comprensibile alle persone.

Prima dei numeri viene la struttura

Search Console mostra cosa succede. Il sito deve essere progettato per dare una direzione a quei dati.

Se pagine, contenuti e servizi non hanno una gerarchia chiara, anche una buona visibilità può disperdersi. Lavorare sul sito significa collegare struttura, esperienza, contenuti e obiettivi prima ancora di inseguire singole metriche.

Puoi approfondire il mio approccio al Web & Digital Design oppure raccontarmi il tuo progetto.

Usare Search Console per scegliere, non per inseguire Google

Google Search Console diventa davvero utile quando smetti di chiederti soltanto se un numero è salito o sceso.

Osserva invece le relazioni.

Quali contenuti Google sta iniziando a mostrare? Per quali ricerche? Quali articoli hanno visibilità ma non riescono ancora a emergere? Quali pagine importanti rimangono escluse dall’indice? Dove esistono sovrapposizioni? Quali contenuti potrebbero essere rafforzati attraverso collegamenti interni migliori?

Da queste domande possono nascere decisioni molto più precise.

Aggiornare un articolo invece di scriverne uno nuovo.

Riscrivere un vecchio contenuto che non rappresenta più il livello del sito.

Consolidare due pagine sovrapposte.

Migliorare un title quando esistono molte impressioni ma pochi click.

Lasciare invece tranquillo un contenuto che sta già crescendo.

Search Console non sostituisce la strategia.

La rende più informata.

Domande frequenti su Google Search Console

FAQ

Indicizzazione, query, prestazioni e contenuti

Cos’è Google Search Console?

Google Search Console è uno strumento gratuito di Google che permette di analizzare la presenza di un sito nella ricerca, controllare prestazioni, indicizzazione e alcuni problemi tecnici rilevati da Google.

Qual è la differenza tra Google Analytics e Search Console?

Search Console si concentra soprattutto sul rapporto tra il sito e Google Search, mostrando query, impressioni, click e informazioni sull’indicizzazione. Google Analytics analizza invece ciò che accade durante le visite e le interazioni degli utenti sul sito.

Una pagina non indicizzata va sempre riscritta?

No. Prima bisogna capire perché non è indicizzata. Potrebbe essere un duplicato, un redirect, una pagina esclusa volontariamente oppure un contenuto che Google ha conosciuto ma non ha scelto di indicizzare. La riscrittura ha senso soprattutto quando la pagina è strategicamente utile ma il contenuto è debole, datato o sovrapposto.

Cosa significa “scansionata, ma attualmente non indicizzata”?

Significa che Google ha visitato la pagina ma al momento non l’ha inserita nel proprio indice. Non indica automaticamente un errore tecnico: è necessario valutare qualità, unicità, intento, sovrapposizioni e ruolo della pagina nell’architettura del sito.

Cosa sono impressioni e click in Search Console?

Le impressioni indicano le visualizzazioni di un risultato del sito nella ricerca secondo i criteri di Google Search Console. I click indicano le volte in cui un utente ha cliccato sul risultato per raggiungere il sito.

Cos’è il CTR?

Il CTR è il rapporto percentuale tra click e impressioni. Va interpretato insieme alla posizione, all’intento della ricerca e al tipo di risultato, non come un valore assoluto da massimizzare in ogni situazione.

Quali sono oggi i Core Web Vitals?

Le metriche Core Web Vitals attuali sono LCP, INP e CLS. INP ha sostituito il precedente FID come metrica principale relativa alla reattività alle interazioni.

Inviare una sitemap garantisce l’indicizzazione?

No. La sitemap aiuta Google a conoscere e trovare le URL importanti, ma non garantisce che tutte vengano scansionate o inserite nell’indice.

Search Console può aiutare a scegliere quali articoli riscrivere?

Sì. Incrociando indicizzazione, impressioni, query, click e posizione con la qualità editoriale del contenuto puoi distinguere articoli da riscrivere completamente, contenuti da aggiornare e pagine che stanno già funzionando e non richiedono interventi radicali.